[Oggi è Maria Carla che scrive]
Non riuscivo a immaginare il poi,
quando avevo Luca e Linda in pancia.
Non riuscivo e non volevo crearmi immagini a priori.
Ora la pancia non c'è più,
e ci sono due bimbi che amo e che dipendono da me.
Sono emozionata. Mi commuovo per ogni singola cosa, anche riaprire il barattolo di miele
che stavo usando prima di andare in ospedale :)
Mi commuovo in questo momento,
nello scrivere di nuovo sul blog.
Blog che, grazie a Guzman, ha accolto e conservato un mare di meravogliose immagini e parole.
Grazie a tutti voi che seguite la nostra storia
e per esserci stati vicini, anche nei momenti più difficili.
Tornerò a scrivere.
A presto,
mc
lunedì 14 novembre 2011
domenica 13 novembre 2011
Sognare
| il piede di Luca contro la luce del sole che entra dalla finestra |
Foto di sogni.
I nostri sogni.
I loro. [su cui tornerò].
| Linda mentre la tengo in braccio fotografata da me stesso |
| Luca mentre la tengo in braccio fotografata da me stesso |
| coccole |
| il sorriso di lei |
| dai su, fatti toccare i capelli |
| il sorriso di lui |
| come in pancia !! |
| il bacio |
| piedi |
| uno ciascuno |
tutte le foto di oggi 1
tutte le foto di oggi 2
ciao,
guzman
Perché due
[Non ho foto oggi, la pila della macchina fotografica è in carica.
Ma, come l'altra volta, visto che non ho foto
ho una storia importante].
Sono due e c'è un perché.
Strane logiche che seguono linee razionali per giungere a conclusioni sanamente irrazionali.
Le difficoltà di un tempo che diventano la gioia di oggi.
Ma andiamo con ordine.
Si tratta delle storie mie e di Maria Carla.
Percorsi difficili.
Problemi simili che unendosi diventano risposte.
Le difficoltà adolescenziali di una volta, diventano oggi forza.
Io.
C'era rabbia nella mia adolescenza.
C'era anche odio.
La rabbia e l'odio che come sempre
vengono dopo le speranze deluse.
Speranze di bambino o addiruttura neonato
che non hanno saputo trovare risposta.
La rabbia e l'odio che come sempre
vengono dai rapporti non ben riusciuti.
Ed il perché di questi rapporti complessi
è troppo lungo per essere raccontato,
troppo tortuoso,
connesso anche con la storia di un paese,
l'uruguay, che vedeva la dittatura militare quando io nascevo.
Connesso ancora più,
come accade a tutti,
con la storia millenaria
con i modi di fare previsti dalla tradizione
con le identificazioni tramandate di mamma in figlia.
Figlia che diventa mamma
per tramandare le stesse identificazioni.
Identificazioni ovviamente deludenti.
Ma oltre alla rabbia e all'odio,
sotto, forse addiruttura dentro,
c'era una grande vitalità e
la possibilità di una identità forte.
Le ho sempre tenute con me,
le ho sempre protette.
Ho sempre fatto in modo che mi guidassero
anche attraverso scelte non comuni.
Che mi sostenessero quando, come Frost,
ho scelto i sentieri meno battuti.
Quella vitalità e possibilità di forte identità
hanno reso possibile la storia con Maria Carla.
Maria Carla.
Caparbia. Testarda. Tenace. Stacanovista.
Ostinata.
Decisa a riusciure da sola
nelle imprese impervie che decide di affrontare.
Ma con dentro un dolore,
una tristezza, un serio blocco ...
cose che non posso raccontare,
non tanto per Maria Carla stessa ...
Insomma, come sempre,
una storia difficile,
seriamente difficile,
di bambina, di delusioni, di rabbie, di odii, ... speranze.
Io e lei quindi,
di cui vi racconterò l'incontro in seguito,
con storie non facili alle spalle.
____
E le difficoltà rispettive
erano diventate nel tempo
blocchi ghiandolari ed ormonali
che ci portavano, entrambe,
ad avere problemi per avere bambini.
Quando abbiamo saputo di queste difficoltà
abbiamo subito reagito indirizzandoci
per provare ogni possibile cura.
E cosi è stato.
Sono stati due anni e mezzo
di cure e tentativi.
Due anni e mezzo in cui non sai
cosa sarà della tua vita.
In cui non sai se dovrai puntare tutto
sui possibili futuri bimbi.
O puntare tutto su te stesso
per consolarti dall'impossibilità
di avere figli.
Due anni e mezzo psicologicamente
logoranti perché non ti permettono
di trovare una direzione in cui camminare.
Le cure prevedevano
anche le stimolazioni ormonali per l'ovulazione
di Maria Carla.
E sono queste stimolazioni
che hanno fatto si che i bimbi siano due,
perché la stimolazione è stata troppo, per fortuna, forte.
Sono due e c'è un perché.
Strane logiche che seguono linee razionali per giungere a conclusioni sanamente irrazionali.
Le difficoltà di un tempo che diventano la gioia di oggi.
Diventano Linda sulle mie gambe,
messa di fianco come una maialina
che dorme e russa tranquilla mentre io scrivo e racconto.
Divenato Luca in camera di là con Maria Carla,
che dorme ed ogni tanto mugula
per chiedere conferma che il mondo è bello
e che non è solo.
Per chiedere conferma
che noi siamo pronti a rispondere
alle sue speranze con continuità.
ciao,
guzman.
___________
So di aver raccontato cose molto personali.
Potrei aver toccato la sensibilità di qualcuno.
Me ne scuso.
Ma non posso non scrivere
per i motivi che spiegherò prossimamente.
Ma, come l'altra volta, visto che non ho foto
ho una storia importante].
Sono due e c'è un perché.
Strane logiche che seguono linee razionali per giungere a conclusioni sanamente irrazionali.
Le difficoltà di un tempo che diventano la gioia di oggi.
Ma andiamo con ordine.
Si tratta delle storie mie e di Maria Carla.
Percorsi difficili.
Problemi simili che unendosi diventano risposte.
Le difficoltà adolescenziali di una volta, diventano oggi forza.
Io.
C'era rabbia nella mia adolescenza.
C'era anche odio.
La rabbia e l'odio che come sempre
vengono dopo le speranze deluse.
Speranze di bambino o addiruttura neonato
che non hanno saputo trovare risposta.
La rabbia e l'odio che come sempre
vengono dai rapporti non ben riusciuti.
Ed il perché di questi rapporti complessi
è troppo lungo per essere raccontato,
troppo tortuoso,
connesso anche con la storia di un paese,
l'uruguay, che vedeva la dittatura militare quando io nascevo.
Connesso ancora più,
come accade a tutti,
con la storia millenaria
con i modi di fare previsti dalla tradizione
con le identificazioni tramandate di mamma in figlia.
Figlia che diventa mamma
per tramandare le stesse identificazioni.
Identificazioni ovviamente deludenti.
Ma oltre alla rabbia e all'odio,
sotto, forse addiruttura dentro,
c'era una grande vitalità e
la possibilità di una identità forte.
Le ho sempre tenute con me,
le ho sempre protette.
Ho sempre fatto in modo che mi guidassero
anche attraverso scelte non comuni.
Che mi sostenessero quando, come Frost,
ho scelto i sentieri meno battuti.
Quella vitalità e possibilità di forte identità
hanno reso possibile la storia con Maria Carla.
Maria Carla.
Caparbia. Testarda. Tenace. Stacanovista.
Ostinata.
Decisa a riusciure da sola
nelle imprese impervie che decide di affrontare.
Ma con dentro un dolore,
una tristezza, un serio blocco ...
cose che non posso raccontare,
non tanto per Maria Carla stessa ...
Insomma, come sempre,
una storia difficile,
seriamente difficile,
di bambina, di delusioni, di rabbie, di odii, ... speranze.
Io e lei quindi,
di cui vi racconterò l'incontro in seguito,
con storie non facili alle spalle.
____
E le difficoltà rispettive
erano diventate nel tempo
blocchi ghiandolari ed ormonali
che ci portavano, entrambe,
ad avere problemi per avere bambini.
Quando abbiamo saputo di queste difficoltà
abbiamo subito reagito indirizzandoci
per provare ogni possibile cura.
E cosi è stato.
Sono stati due anni e mezzo
di cure e tentativi.
Due anni e mezzo in cui non sai
cosa sarà della tua vita.
In cui non sai se dovrai puntare tutto
sui possibili futuri bimbi.
O puntare tutto su te stesso
per consolarti dall'impossibilità
di avere figli.
Due anni e mezzo psicologicamente
logoranti perché non ti permettono
di trovare una direzione in cui camminare.
Le cure prevedevano
anche le stimolazioni ormonali per l'ovulazione
di Maria Carla.
E sono queste stimolazioni
che hanno fatto si che i bimbi siano due,
perché la stimolazione è stata troppo, per fortuna, forte.
Sono due e c'è un perché.
Strane logiche che seguono linee razionali per giungere a conclusioni sanamente irrazionali.
Le difficoltà di un tempo che diventano la gioia di oggi.
Diventano Linda sulle mie gambe,
messa di fianco come una maialina
che dorme e russa tranquilla mentre io scrivo e racconto.
Divenato Luca in camera di là con Maria Carla,
che dorme ed ogni tanto mugula
per chiedere conferma che il mondo è bello
e che non è solo.
Per chiedere conferma
che noi siamo pronti a rispondere
alle sue speranze con continuità.
ciao,
guzman.
___________
So di aver raccontato cose molto personali.
Potrei aver toccato la sensibilità di qualcuno.
Me ne scuso.
Ma non posso non scrivere
per i motivi che spiegherò prossimamente.
sabato 12 novembre 2011
Per Luca e per Linda
A luca dedico oggi una piccola cosina
che avevo scritto ieri all'ospedale.
La mia pelle.
La pelle mi definisce.
La maglietta mi scalda.
Il bodino mi contiene.
Il lenzuolo mi isola.
La coperta mi riscalda.
La tenda mi separa.
La stanza mi protegge.
Il reparto si prende cura di me.
L'ospedale mi assiste.
Sono Luca.
E quando un giorno farò il bagno nudo nel mare,
come fosse un ritorno al liquido amniotico ed alla calma prenatale,
mi sarò lasciato alle spalle otto livelli di protezione.
Ritratto di Luca
Dedico invece a Linda questa cosa nonsense scritta quando era al Meyer:
Sbrodolinda
ciao,
guzman.
altre foto
che avevo scritto ieri all'ospedale.
La mia pelle.
La pelle mi definisce.
La maglietta mi scalda.
Il bodino mi contiene.
Il lenzuolo mi isola.
La coperta mi riscalda.
La tenda mi separa.
La stanza mi protegge.
Il reparto si prende cura di me.
L'ospedale mi assiste.
Sono Luca.
E quando un giorno farò il bagno nudo nel mare,
come fosse un ritorno al liquido amniotico ed alla calma prenatale,
mi sarò lasciato alle spalle otto livelli di protezione.
Ritratto di Luca
Il (tentativo di) ritratto è stato ottenuto con un metodo semiautomatico.
| Luca nella fascia |
Dedico invece a Linda questa cosa nonsense scritta quando era al Meyer:
Sbrodolinda
Buffolinda, coccolinda, cicciolinda, sbrufolinda, strufolinda, mammolinda, bubbolinda, smilielinda,
bellalinda, dindolinda, pennellinda, stellalinda, tettalinda, muylinda, ninnalinda, lallalinda,
mimmalinda, monolinda, coriolinda, sbucciolinda, microbolinda, ballalinda, remalinda, bustrolinda,
zuzzolinda, vitalinda, colorinda, follelinda, lucaelinda, gallolinda, chiccolinda, filolinda, dindolinda,
scimmiolinda, ciucciolinda, ovolinda, ficolinda, scivolinda, rastrellinda, pollolinda, maialinda,
melalinda, perolinda, poppolinda, paperolinda, quaqualinda, grillalinda, russolinda, acquolinda,
mialinda, peralinda, tubolinda, topolinda, ranolinda, pensolinda, cavallinda, scimmiolinda, occhiolinda, piedelinda, ... tuttolinda ...
Tiamolinda.
ciao,
guzman.
altre foto
giovedì 10 novembre 2011
A casa.
Siamo a casa.
Da oggi (Giovedi 10 Novembre) alle ore 16:00 circa, siamo a casa.
Un mese esatto da quando sono nati (10 Ottobre alle 16:00).
Tutto da scoprire.
Tutto da imparare.
Ma senza il tempo di studiare e senza il tempo di allenarsi.
Chi non ha avuto due neonati gemelli
non sa quanto ci sia da fare e da scoprire,
specialmente al rientro a casa.
I cinque minuti liberi di oggi sono finiti ...
Vi lascio con alcune foto.
ciao,
guznan.
Per andare a prendere al macchina per andare casa,
all'uscita dall'ospedale,
visto che il tempo era bellissimo,
siamo passati dal boschetto dei conigli.
ciao.
guzman.
Da oggi (Giovedi 10 Novembre) alle ore 16:00 circa, siamo a casa.
Un mese esatto da quando sono nati (10 Ottobre alle 16:00).
Tutto da scoprire.
Tutto da imparare.
Ma senza il tempo di studiare e senza il tempo di allenarsi.
Chi non ha avuto due neonati gemelli
non sa quanto ci sia da fare e da scoprire,
specialmente al rientro a casa.
I cinque minuti liberi di oggi sono finiti ...
Vi lascio con alcune foto.
ciao,
guznan.
all'uscita dall'ospedale,
visto che il tempo era bellissimo,
siamo passati dal boschetto dei conigli.
ciao.
guzman.
lunedì 7 novembre 2011
Tra poco a casa ...
![]() |
| di chi sono ? |
I giorni adesso scorrono regolari.
Siamo tutti e quattro al niccheri.
Io sto fisso lì e per questo non ho potuto scrivere.
Oggi i bimbi compiono 4 settimane.
Siamo grandi ormai ... 2100grammi lei, 2000grammi lui
(tutto è relativo).
Ci sono tante foto che vorrei fare e mostrarvi
ma abbiamo dedicato un po' di tempo a recuperare energie:
si mangia, si dorme, si mangia, si dorme.
Abbiamo ripreso forze tutti ...
E tra qualche giorno ci mandano a casa.
Da casa sarà più facile scrivere e fare le foto che ho in mente.
I dottori ci consigliano di evitare le visite per il momento
perché effettivamente sono ancora piuttosto delicati.
A presto,
guzman.
ciao,
guzman
venerdì 4 novembre 2011
Insieme - Ciao Meyer, Grazie !!!
Insieme
Ciao Meyer, Grazie !!!!
Il Meyer è veramente incredibile.
Il livello delle cure, i dottori, gli infermieri, le attrezzature,
gli ambulatori, i colori, gli arredi, l'attenzione a ogni aspetto tecnico e umano,
tutto è scelto con il massimo della cura e dell'attenzione
per fare in modo che i piccoli e le famiglie dei piccoli
possano affrontare le cure nel migliore dei modi possibili.
Dietro a ogni bimbo c'è un equipe di specialisti che lo segue in ogni aspetto.
Vengono fatte tutte le analisi necessarie,
vengono studiate tutte le possibilità,
vengono fatti tutti gli interventi necessari.
I dottori e le infermiere hanno sempre il massimo
della disponibilità.
E poi c'è la ludoteca (veramente funzionante e viva),
la biblioteca, i giochi all'aperto, la scuola per i bambini
che devono trascorrere mesi in ospedale, la terapia con gli animali,
gli animatori.
Ed i servizi per le famiglie: pasti, camere, assistenza psicologica.
Il Meyer vive soprattutto grazie alle donazioni.
Mi sono sentito di dare, nel mio piccolo, il mio contributo
e mi sono comprato con gioia anche tutti i gadget del Meyer.
Ciao Meyer, Grazie !!!!!!!!!!!
______
Meyer.it
Ciao Meyer, Grazie !!!!
Il Meyer è veramente incredibile.
Il livello delle cure, i dottori, gli infermieri, le attrezzature,
gli ambulatori, i colori, gli arredi, l'attenzione a ogni aspetto tecnico e umano,
tutto è scelto con il massimo della cura e dell'attenzione
per fare in modo che i piccoli e le famiglie dei piccoli
possano affrontare le cure nel migliore dei modi possibili.
Dietro a ogni bimbo c'è un equipe di specialisti che lo segue in ogni aspetto.
Vengono fatte tutte le analisi necessarie,
vengono studiate tutte le possibilità,
vengono fatti tutti gli interventi necessari.
I dottori e le infermiere hanno sempre il massimo
della disponibilità.
E poi c'è la ludoteca (veramente funzionante e viva),
la biblioteca, i giochi all'aperto, la scuola per i bambini
che devono trascorrere mesi in ospedale, la terapia con gli animali,
gli animatori.
Ed i servizi per le famiglie: pasti, camere, assistenza psicologica.
Il Meyer vive soprattutto grazie alle donazioni.
Mi sono sentito di dare, nel mio piccolo, il mio contributo
e mi sono comprato con gioia anche tutti i gadget del Meyer.
Ciao Meyer, Grazie !!!!!!!!!!!
______
Meyer.it
giovedì 3 novembre 2011
Linda è di nuovo con Luca, mamma e me.
Linda è di nuovo con Luca, mamma e me.
E' stato bellissimo vederla tornare.
Riportarla.
____________________________
C'erano montagne russe,
percorsi difficili,
guerrieri mascherati,
nemici invisibili,
nemici microscopici.
C'erano lunghe ore di attesa,
processi lenti,
donne alleate vestite di celeste,
uomini alleati vestiti di bianco.
C'era la nostra roccaforte, di vetro,
il fossato invalicabile.
C'erano nemici mascherati da amici.
Abbiamo lottato per giorni.
Abbiamo combattuto, con calma.
Abbiamo visto tutte le difficoltà,
tutti rischi.
Abbiamo lasciato che gli alleati
ci infondessero una sostanza magica nel corpo
e che la sostanza magica
ci desse la forza di superare distese sterminate.
Grazie agli alleati
ce l'abbiamo fatta.
Io sono sempre stato li,
12 ore al giorno, quelle permesse,
come sentinella.
Ho dato l'allarme quando necessario.
Ho segnalato quando le difese era deboli.
Ho supportato la battaglia quando i nostri erano forti.
Ho parlato.
Ho sorriso.
Non ho mai mostrato la paura e il pianto interno
per non abbassare l'umore della guerriera.
L'ho riportata.
Grazie Linda.
Grazie Meyer.
guzman.
La tensione,
la stanchezza,lo stress psico-fisico
mi hanno fatto avere,
oggi che tutto è risolto,
un tracollo.
Ho la febbre a 39,
mi fa male tutto,
ho la diarrea,
mi fanno male i denti e la testa.
Dovrò stare a casa un pochino.
Grazie Carolina per il tuo messaggio:
Caro Guzman, da due settimane volevo ringraziarti per la tua riflessione di giovedì 20 (intendo sul blog): "Gli esseri umani, prima di tutto, vorrei dire anche prima di mangiare, hanno esigenza di rapporto" (se mi ricordo le esatte parole). Sono balzata su come quando si vede condivisa la propria esperienza e il proprio giudizio su qualcosa di importante... Che mistero questi strani animali sociali! Sono originati in un rapporto, hanno esigenza di rapporto, SONO inesorabilmente rapporto. E questo è così evidente guardando Luca e Linda... Mando a tutti e quattro il mio pensiero e il mio abbraccio. Buone veglie!! Carolina
mercoledì 2 novembre 2011
Babbo
"Conte, si sieda qui, la prego"
"Conte, le porto il latte"
"Conte, è già pronta"
Io non sono un tipo a cui piacciono i titoli nobiliari o di altro genere.
Trovo che gli esseri umani sono esseri umani e che non ha senso
preporre al nome un titolo a meno che non si tratti di una situazione di lavoro
in cui il titolo serve a chiarire il ruolo.
Tuttavia ho scoperto un titolo che mi piace.
Il sostantivo "babbo" ha comunemente due usi sintattici
che si esemplificano nelle frasi
"Il babbo di luca" e "ciao babbo come stai?".
Nel primo caso "babbo" è usato come normale sostantivo
nel secondo caso è usato come appellativo in quanto nome di parentela
(come lo sono anche mamma, nonno, zio, zia, ecc).
Della parola "babbo" (e anche "mamma") nei reparti di ostetricia e neonatologia
ne fanno un titolo.
E' un uso specifico che non credo ricorra altrove.
Per cui è normale sentirsi dire:
"Babbo, si sieda qui, la prego"
"Babbo, le porto il latte"
"Babbo, è già pronta"
e la parola "babbo" perde il comune ruolo per diventare un titolo.
Gli infermieri conoscono i nomi dei bimbi,
che sono le persone in cura da loro, i loro pazienti.
Il babbo e la mamma sono semplicemente "babbo" e "mamma"
senza altre specificazioni.
"Babbo, la cambia lei ?"
"Certamente!!!!!!!!!!!"
________________
ciao,
guzman.
Penso che Linda tornerà tra poco
ed arriveranno anche tante nuove foto.
Sono smanioso di mostrarvi quanto è cambiata e cresciuta Linda
e di fare delle foto con Linda e Luca vicini vicini.
I conigli sono sempre li ...
a ricordare la favola.
"Conte, le porto il latte"
"Conte, è già pronta"
Io non sono un tipo a cui piacciono i titoli nobiliari o di altro genere.
Trovo che gli esseri umani sono esseri umani e che non ha senso
preporre al nome un titolo a meno che non si tratti di una situazione di lavoro
in cui il titolo serve a chiarire il ruolo.
Tuttavia ho scoperto un titolo che mi piace.
Il sostantivo "babbo" ha comunemente due usi sintattici
che si esemplificano nelle frasi
"Il babbo di luca" e "ciao babbo come stai?".
Nel primo caso "babbo" è usato come normale sostantivo
nel secondo caso è usato come appellativo in quanto nome di parentela
(come lo sono anche mamma, nonno, zio, zia, ecc).
Della parola "babbo" (e anche "mamma") nei reparti di ostetricia e neonatologia
ne fanno un titolo.
E' un uso specifico che non credo ricorra altrove.
Per cui è normale sentirsi dire:
"Babbo, si sieda qui, la prego"
"Babbo, le porto il latte"
"Babbo, è già pronta"
e la parola "babbo" perde il comune ruolo per diventare un titolo.
Gli infermieri conoscono i nomi dei bimbi,
che sono le persone in cura da loro, i loro pazienti.
Il babbo e la mamma sono semplicemente "babbo" e "mamma"
senza altre specificazioni.
"Babbo, la cambia lei ?"
"Certamente!!!!!!!!!!!"
________________
ciao,
guzman.
Penso che Linda tornerà tra poco
ed arriveranno anche tante nuove foto.
Sono smanioso di mostrarvi quanto è cambiata e cresciuta Linda
e di fare delle foto con Linda e Luca vicini vicini.
I conigli sono sempre li ...
a ricordare la favola.
martedì 1 novembre 2011
Scuregge
scoreggia
[sco-rég-gia] o scorreggia, scureggia s.f. (pl. -ge)
- pop. Emissione rumorosa di gas intestinali
- sec. XVII
Scureggia, scoreggia, coreggia, cureggia, ....coreggina, scureggiona, ....
ho passato la notte fino alle 6:00 ad aiutare luca con le sue curegge.
Alla fine stava meglio.
Linda tornerà forse venerdi.
E quando saranno di nuovo insieme potrò fare foto più facilmente
perché al momento passo il giorno da Linda e la notte da Luca.
Ora dormo 3 ore anche io ...
'notte ... anzi 'giorno.
guzman.
A chi continuerà a seguire questo blog
racconeterò due storie:
Quella del passato, del prima, di ciò che è stato prima dei bimbi. Storia sconosciuta ai più.
E quella delle evoluzioni, le crescite, i pensieri che verranno. 'Storia' sconosciuta a tutti, me compreso.
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