martedì 10 gennaio 2012

3 Mesi

Inutile ripeterlo, ma lo ripeto.
Sono stati i tre mesi più belli, impegnativi, stravolgenti, faticosi, trasformanti ...
della mia vita.

Ho fatto una selezione di quelle che mi sembrano le migliori foto
scattate fino a qui.
Potete vederle nel video:

3 Mesi - Le foto più artistiche
 

Alcune delle foto del video:
 
E tante altre.

Chi volesse vedere tutte le foto selezionate:  

Chi volesse vedere tutte le foto (più di 1000):

Chi volesse vedere tutti i video:

Ed ovviamente ci sono i

domenica 8 gennaio 2012

Appunti 7

Sto cercando di mettermi in pari
con il flusso dei miei pensieri.
Ci sono quasi.
Ecco dunque un altro post fitto di appunti
e piano piano forse riuscirò a smaltire
la lista di piccole note che ho fatto
per ricordare gli argomenti che voglio trattare.
Quando sarò in pari, ma anche prima, tornerò a scritti più liberi.

Ma prima degli appunti ...





Nessuno ha risposto alla mia domanda: cosa vedete nel riflesso degli occhi di Luca ?
non si vede molto bene, ma si intuisce credo ...


cosa vedete nel riflesso ?






Tenuta.
Sento aumentato il senso di responsabilità.
Sento aumentato il bisogno di una tenuta psicologica di lunga durata
che faccia da sostegno stabile per i bimbi.
Sento forte la loro ovvia e totale dipendenza da noi.
Sento forte la delicatezza di tutti processi che stanno avvenendo.
Sento forte la necessità di una dedizione completa ... a oltranza.

Distanza.
Come diceva l'ostetrica Cinzia (che ammiro e saluto):
se prendete un bimbo e lo mettete a 20cm dalla mamma
senza aituarlo, quel bimbo non può mangiare.
I cuccioli d'uomo nascono con la parte neurologica
dell'apparato locomotore che è ancora in uno stato
molto rudimentale.
Questo rende la dipendenza dai genitori estrema
ed il legame fortissimo.

I genitori.
Guardo i genitori per strada con i bambini nel passeggino.
Ripenso alle facce dei genitori che ho visto per strada in passato.
Capisco meglio adesso i loro sguardi.
La loro stanchezza.
I loro crolli.
Le loro assenze.
Sono passati attraverso una prova non facile,
crescere un cucciolo.
Però penso anche che la fatica, l'impegno, lo stress passati
dovrebbero sparire dalle loro facce.
Penso che se i segni restano allora non è stato
l'impegno a produrre quei segni
ma il fallimento nel rapporto
con la realtà umana estremamente esigente dei neonati.

La casa.
La nostra casa è una macchina.
Tutta la casa, tutti gli angoli della casa
sono dedicati ai bimbi.
La casa è diventata un macchinario
in cui entrano pannolini e cibo da un lato
ed escono buste e merda dall'altro.
La camera, il letto, il fasciatoio, i tavoli in cucina,
i fornelli, i ripiani, le mensole ...
tutto fa parte del macchinario
che deve funzionare il meglio possibile.
Deve essere lubrificato, aggiustato, regolato,
modificato, calibrato di giorno in giorno, di ora in ora.
Per trasformare ciò che entra in ... buste piene di cacca ...

E, si spera, per trasformare le capacità ancora in potenza dei bimbi,
in capacità reali.

Bimbo perfetto.
E' passata la fase in cui avevo ancora in mente il bimbo perfetto.
E' subentrata una fase di rapporto più vero
con quello che questi bimbi sono.
Questo fatto allenta la tensione, fa passare la bramosia,
fa accettare con tranquillità le crisi e le difficoltà
come ovvia parte di un processo di crescita
lungo, lento, difficile ...
e bellissimo se si sta pienamente al rapporto.

Paure materiali.
Insieme alla diminuzione della mia bramosia,
diminuiscono anche le paure riguardo ai problemi materiali:
rischi, pericoli, malattie ...
ed il rapporto diventa più pulito e tranquillo
senza quell'ansia continua che non lascia il tempo di godersi nulla.

Calma, non-calma, ... calma.
Con i bimbi piccoli la casa subisce brusche variazioni nei suoi ritmi.
Passano due o tre ore in cui tutto tace e nulla si muove.
Poi piano piano arrivano dei piccoli segnali. Sospiri, lamenti.
Finché all'improvviso il tutto esplode in attività frenetica:
due bimbi piangono, bisogna cambiarli, uuueeeeeee, è tiepido il latte ?,
il bodino si è bagnato di pipi, uuuuuuuueeeeeeee, ce n'è un altro ?, serve anche la tutina ?,
fai presto che piange, parlagli, parlagli, uuuueeeee, uuuuuuue, uuuueeeee,
vestilo in fretta, ecco che arriva il latte,
ok ci siamo, bevono dal biberon ... lunghe passeggiate in casa per addormentarli ...
Quiete.
Si riparte.

_______
- Pero devo dire che questi ritmi stanno cambiando.
Sempre più spesso i bimbi sono tranquilli anche nelle fasi difficili
perché hanno capito che cosa sta succedendo ed è aumentata la loro fiducia.


Conflitto.
Talvolta, in questo rapporto con i bimbi,
avverto forte un mio conflitto psicologico interno
tra quello che vorrei (immaginavo) che fosse e quello che è.
Vorrei (immaginavo) giornate tranquille di calma, benessere, crescita psicologica,
attenzione agli aspetti umani ed affettivi.
Sono invece giornate impegnative, con momenti di malessere dei bimbi,
in cui la crescita psicologica e difficilmente valutabile
ed in cui prevale la necessità di attenzione per gli aspetti materiali.
Questa continua attenzione agli aspetti materiali è faticosa.
Riesco solo adesso a conviverci meglio ... forse perché si sta riducendo.

Maschio e Femmina.
C'è, lo dicono tutti, una naturale tendenza
che porta a far si che io, uomo, mi occupi più facilmente di Linda, femmina,
e Maria Carla, donna, si occupi più facilmente di Luca, maschio.
Col tempo si è creato un legame forte tra me e Linda
e tra Maria Carla e Luca.
Ovviamente continuiamo entrambe ad avere rapporto con tutti e due
ma in questo periodo concentrarsi, ciascuno, su uno solo dei due
sembra naturale e sano per loro e per noi.

Paura.
Quando guardo questa foto:
penso che avrei paura a ricominciare.
Ero ignaro e sprovveduto quando i bimbi erano piccoli piccoli.
Adesso che so quanto tutto è delicato e difficile avrei paura a ricominciare.
Sono contento che sia andata così.

In questo preciso istante.
E' passata la notte.
Hanno poppato dalle poppe dalle 1:00 alle 3:00 circa
e dalle 5:30 alle 7:30.
Hanno preso invece il biberon e li abbiamo riaddormentati
dalle 3:00 alle 4:00 circa
e dalle 7:30 alle 8:30.
Hanno dormito dalle 4:00 alle 5:30:
Linda accanto a me o con me,
Luca sempre con la mamma.
Adesso sono le 9:00.
Ho Luca in fascia che dorme con me,
perché nella culla non ci riesce ancora
se non qualche volta.
Linda è nella culla, continua ad aprire gli occhi,
a cercare di aggiustarsi ...
e ad emettere qualche piccolo lamento,
ma di solito alla fine crolla in un sonno profondo.
Io scrivo con Luca nella fascia,
guardo Linda,
come sottofondo c'è un suono di treno che va di continuo ...
e spero in bene :).

Le foto.
Curiosamente e paradossalmente
tutte le foto che facciamo ai bimbi servono anche a noi per vederli.
Perché è vero si che li abbiamo sotto gli occhi
24 ore su 24,
ma non li vediamo propriamente per l'immagine che hanno,
li vediamo e li ascoltiamo per interpretare i bisogni,
per cogliere i segni delle loro comunicazioni,
per rapportarsi con loro il meglio possibile.
Poi quando abbiamo un minuto,
Maria Carla ed io guardiamo il blog
e vediamo come sono fatti questi due bimbi.

Carattere.
Non mi è mai piaciuto il concetto di carattere.
Carattere innato.
Per cui ci sarebbe chi nasce agitato,
chi nasce generoso, chi nasce egoista, ecc.
Ho sempre pensato che nasciamo uguali come identità umana.
Che il carattere viene fuori dai rapporti interumani.
Ora però vedo Linda molto calma e paciosa fin dalla nascita.
E Luca molto bisognoso ed ansioso fin dalla nascita.
Ed ho paura di essermi sempre confuso.
Ho paura di dover ammettere che il carattere innato
di ogni individuo è un fatto.

Poi però penso ancora.
E mi rendo conto che molti dei comportamenti
dei neonati non sono attribuibili a una loro realta umana
che sarebbe in un certo modo piuttosto che in un altro ...
ma semplicemente a bisogni materiali.
Fin dalla nascita
i bimbi si trovano ad affrontare questioni materiali non banali:
devono sopravvivere funzionando da soli. Non è poco.
Ed i loro corpi possono avere reazioni diverse.
Molto di quello che talvolta interpretiamo come carattere nei neonati,
è semplicemente bisogno materiale.
Bisogna stare attenti a non proiettare
meccanismi psicologici da adulto
in un neonato.
Quello che nell'adulto è malattia psichica,
nel neonato è normalita fisica: come strillare quando si ha fame.

Rapporto.
Il rapporto tra noi ed i bimbi
è diventato molto intenso in questo periodo.
Ci vogliono, ci cercano, ci riconoscono non solo fisicamente
ma anche come presenza ed aiuto.
Avverto che è un momento di crescita e maturazione importante.
Sia io che Maria Carla siamo anche un po' gelosi di questo rapporto
rispetto al mondo circostante.

Cercare.
Questo blog ci serve a pensare e cercare.
Perché con i piccoli molti aspetti sono latenti, nascosti, poco visibili.
Scrivendo, pensando, prendendo appunti
e con molta pazienza
piano piano emergono degli schemi
delle immagini più nitide di ciò che sta succedendo.
Questo blog serve anche a non perdere una goccia di ciò che succede.

Fiume.
Sento che i miei pensieri sono diventati un fiume in piena.
Faccio fatica non solo a trascriverli ma anche ad annotarli per poi poterne scriverne.
Qualcosa mi ha dato la stura e per il momento fluiscono in quantità.
Sono anche diventato più teorico, più astratto forse ...
ma so che torneranno post e scritti più irrazionali.
E' emersa anche una forma di meta-pensiero
che fa si che io riesca a pensare anche ai processi
che avvengono nei pensieri stessi, ossia
pensare alle dinamiche dei pensieri.
[Da questo punto di vista,
per i matematici che si trovassero a leggere,
questo piccolo scritto va considerato
come un meta-meta-pensiero
perchè è un pensiero su come io sia passato a pensare
ai processi dei pensieri ...
ossia un pensiero sui pensieri dei processi di pensieri ....
vabbè lasciamo stare ... (pensiero)^3 ]

______

Avrei altre note da sviluppare ... ma devo anche dormire un pochino ... ciao.



sabato 7 gennaio 2012

Luca

Luca è più difficile da fotografare.
Si muove spesso e non teneva lo sguardo fermo fin'ora.

Luca adora poppare.

Luca adora la mamma.
Guardate bene il riflesso nei suoi occhi, ecco un ingrandimento:


E' molto più bimbo adesso e gli piace vocalizzare il suo pianto.

Luca adora anche stare nella fascia:

Una curiosità.
Luca si usa anche per dire: "Last Universal Common Ancestor"
che designa l'ultimo ipotetico organismo (in quanto specie)
dal quale tutti gli organismi attuali discenderebbero.





venerdì 6 gennaio 2012

Cose che fanno dormire - Appunti 6



Musica Classica.
A Linda piace la musica classica.
Quando mettiamo della musica classica
si rilassa, ride, si addormenta.
Mi pare di capire che preferisce
i pezzi per solo violino o chitarra.
Sto selezionando quelli che funzionano di più:
Pezzi preferiti da Linda.
(procedo piano nella selezione
perché glieli faccio ascoltare tante volte).

Colori a tempo di musica.
Luca invece preferisce osservare
lo schermo del monitor
sul quale danzano i colori a tempo di musica.
Tipo cosi, cosi o cosi.

Cose che fanno dormire.
Per farli dormire, più della musica classica invece,
per entrambe, funzionano bene i cosidetti rumori bianchi.
Tipo il phon, l'aspirapolvere, il rubinetto aperto,
lo sferragliare del treno, il battito del cuore,
lo sfregolio della tv mal sintonizzata ...
Ci sono su Youtube video che durano ore
e con questo tipo di suoni
per essere usati per addormentare i bimbi piccoli.
Ecco per esempio quello preferito da Linda e Luca: treno-battito.
Riesco solo a pensare che questo tipo di suoni
ricrei in qualche misura il suono che avevano nella testa
quando erano in pancia.
Oppure potremmo anche interpretare che questo tipo di suoni
crea una specie di ovattamento ed isolamento
che fa sentire protetti e contenuti
e sia perciò analogo al contenimento fisico
di cui hanno tanto bisogno.

Ancora sull'uso della fascia.
Tra le cose calmanti e che fanno dormire
c'è il portare il bimbo nella fascia.
Ho letto un po' di più sulle proprietà dell'uso della fascia
ed in particolare ho trovato quanto segue
che si aggiunge a quanto avevo scritto.
L'uso della fascia:
  • - aumenta la produzione di ossitocina nella mamma e facilità perciò la produzione di latte,
  • - riduce il rischio di depressione post parto,
  • - il bambino cresce più organizzato e più calmo grazie al contatto con i ritmi del genitore (respiro, battito, camminata, ...),
  • - il bambino tende ed ad essere più sociale e socievole perché nella fascia si abitua a stare vicino alle persone, ad osservarne le espressioni del volto ed a sentirne la voce,
  • - il bambino diventa indipindente prima perché si sente sicuro,
  • - il legame tra genitore e bambino diventa molto forte,
  • - riduce il rischio di appiattimento della testa dovuto al dormire sempre sulla schiena (come consigliato dalle attuali regole sanitarie),
  • - il bambino riceve risposte immediate perché il genitore è a contatto con lui ed è in grado di sentire i suoi movimenti, sospiri, vocalizzi.








La Skuola

Voglio ringraziare Annarita Ruberto,
insegnante con un percorso molto simile al mio,
per aver messo il video delle mani nel suo blog
e per aver voluto pubblicare anche il mio post con i pensieri sulla matematica a scuola.
Ciao Annarita, grazie.
________________


Da padre, oltre che da insegnante, il tema della scuola mi tocca da vicino.
Ed allora voglio riportare un mio post di qualche anno fa
in cui dipingo con chiarezza, mi pare, il mio punto di vista sulla scuola
ed in particolare sulla scuola media.
Nel post si riparla anche del "mostro" ... Ecco qua.

tipico atteggiamento pensoso di Luca
 _________________

Questo è uno dei miei post lunghi.
Un pensiero sul senso di quest'anno e della scuola in generale.
Come sempre e come è ovvio che sia:
sentitevi liberi di leggere o di non leggere
o di leggere una frase e saltarne molte altre.
_________________


Per tutto l'anno, nel rapporto con voi a scuola, ho cercato di tirare fuori qualcosa di ineffabile.
Qualcosa che si fa fatica a raccontare a parole.
Qualcosa che non si sa nemmeno se esiste, se esiste oggi.
Ma qualcosa che potrebbe forse esistere domani.

Per tutto l'anno, nel rapporto con voi a scuola, ho considerato come unico scopo finale
fare emeregere quel qualcosa o almeno l'idea di quel qualcosa.
Per tutto l'anno ho anche cercato il nome per quella cosa ineffabile per cui vi ho fatto lavorare.

Non basta una parola forse.
Non basta una frase.
Non basta uno scritto.
Ne ho fatti 10, 100, 200 ... di scritti.
Ho scritto tanto per capire io stesso qual'è la parola che descrive
la meta della ricerca che abbiamo fatto quest'anno.

E' ovvio a tutti credo che non si tratta semplicemente di apprendimento di nozioni.
E' ovvio a tutti credo che non si tratta semplicemtente di apprendimento.
Si tratta anche di crescita ed evoluzione delle proprie capacità.
Ma questo è solo l'aspetto esteriore di un aspetto profondo molto più importante.

Ed allora concedetemi una lunga parentesi.

La scuola elementare ha il ruolo di dare ai bambini gli strumenti di base
(leggere, scrivere, fare i conti, disegnare, immaginare, dipingere, modellare, ...)
per affrontare il mondo. Ha anche il ruolo di abituarli all'idea che affinando le proprie capacità
si possono raggiungere mete notevoli.

La scuola superiore è già una scuola di indirizzo. E' una scuola che indirizza i ragazzi a specializzarsi
in ciò che hanno scelto ed è una scuola che seleziona i ragazzi che sono in grado di affrontare
una tale specializzazione. Chi non è in grado di dipengere, disegnare ed interessarsi alla storia dell'arte verrà respinto al liceo artistico.

Ma la scuola media che ruolo ha ?
Ho una risposta precisa per questa domanda, che non so se tutti accetteranno
e che rischia di essere provocatoria ma che per me è l'unica risposta possibile.

Il ruolo della scuola media è quello di imporre ai ragazzi l'indentificazione con i padri.
Ovviamente non è uno scopo che condivido ma è il ruolo che, secondo me, la scuola media ha
nei pensieri profondi e spesso sconosciuti delle persone in generale.
Ed è anche il ruolo che molti docenti, la maggior parte secondo me, si assumono.

Portare i ragazzi a fare ciò che è sempre stato fatto.
Portare i ragazzi a fare le cose come si fanno da duemila anni.
Portare i ragazzi a fare le cose esclusivamente per come si fanno in questa società.
Di più.
Portare i ragazzi ad avere su tutto i pensieri che la società ha.
Avere gli stessi pensieri dei padri.
Avere gli stessi pensieri dei nonni.
Avere gli stessi pensieri dei filosofi greci.
Specialmente per quanto concerne la realtà umana.

La scuola è la casa dei padri.
La scuola forma tanti padri uguali ai precedenti.
Ovviamente quanto detto vale anche per le superiori
ma si configura come particolarmente aspro alle medie che sono scuola dell'obbligo:
"hai l'obbligo di diventare come tuo padre".

Ma perché è così? O perché io credo, insieme a molti altri, che sia così?
Intorno ai 13-14 anni avviene qualcosa:
si diventa adolescenti (si diventa teen-ager, thirteen ... eighteen)
ossia, come di dice la parola, si comincia a divetare adulti
e si va incontro alla scoperta delle relazioni con l'altro sesso.

Ora il pensiero di questa società, da duemila anni almeno,
è che il dentro degli esseri umani sia pauroso, pericoloso, mostruoso.
Il pensiero è che gli uomini lasciati a se stessi fanno cose orribili:
uccidono e violentano.
E l'unica soluzione per evitare tutto questo sarebbe la ragione, la razionalità
che riporterebbe gli uomini sulla retta via.

Difronte ad uno scenario del genere, se non vogliamo vivere in un mondo terribile,
è necessario uno strumento che abitui i ragazzi
a farsi una identità della propria ragione e razionalità.
E' necessario uno strumento che tramandi il metodo, il pensiero,
le idee, il modo di fare. Che perpetui in eterno il contenimento
del dentro mostruoso degli uomini.
Uno strumento che sia sempre attento a non lasciare emergere il dentro orribile.
Che reprima l'insorgere del mostro.

Difficilmente qualcuno si pone il problema di verificare
se la teoria che il dentro degli esseri umani è tremendo e mostruoso,
è una teoria vera.
Difficilmente qualcuno si arrischia a mettere in dubbio
il pensiero millenario che dice che le cose stanno così.
Troppo pericoloso correre questo rischio. La storia racconta che
chi ha corso questo rischio è andato incontro a follia.

Ed allora lo strumento di imposizione delle identificazioni sui ragazzi
sembra diventare imprescindibile.
E, inutile dirlo, quello strumento è la scuola.
Ed in particolare la scuola media che cade, rispetto all'età dei ragazzi,
nel momento esatto in cui i ragazzi si lanciano alla ricerca della propria identità
tentando le prime separazioni dai genitori e scoprendo le prime relazioni con l'altro sesso.


Qualcuno tuttavia il rischio di verificare se le cose stanno davvero così lo ha corso.
Qualcuno è andato a vedere se è vero che il dentro degli esseri umani è così mostruoso e violento come si racconta.
E la risposta, secondo molti ormai, è che così non è.

Gli esseri umani si possono ammalare. Certo.
Il dentro degli esseri umani si può guastare fino a diventare estremamente violento e distruttivo.
Ma questa non è la normalità delle cose.
Questi sono solo i casi patologici (che vanno affrontati in quanto tali).

La verità delle cose sarebbe invece che
gli esseri umani non hanno bisogno della razionalità per autocontrollarsi.
Gli esseri umani hanno la possiblità di realizzare delle identità che vengono
dal profondo e che sono molto più forti, sane e capaci di quelle posticcie
appiccicate dalla ragione.
Non sarebbe, non è necessario imporre l'identificazione con i padri.
Non sarebbe, non è necessario avere gli stessi pensieri.
Non sarebbe, non è necessario fare le stesse cose dei padri.
Non sarebbe, non è necessario pensare il dentro degli esseri umani come è sempre stato pensato dai padri.

L'identità che può scaturire da dentro è molto più forte, strutturata e resistente.
E' un'identità umana, veramente umana, fatta di sogni, immagini, affetti.
E' un'identità non calcolata che finisce per avere un rapporto molto più
preciso con la realtà che ci sta intorno e con gli altri esseri umani.
E' l'identità  che tutti abbiamo immaginato ...
quando pensavamo alle nostre capacità, alla bellezza degli esseri umani, alla bellezza possibile del mondo ... quando eravamo liberi ed abbiamo immaginato tutto questo.

E' l'identità ineffabile della sanità mentale.
E' l'identità intoccabile che tocca con mano il dentro degli esseri umani.
__________________________________

Se le cose stanno così
la scuola media è il posto giusto dove lavorare per
fare ricercare ad ogni ragazzo la sua identità unica e profonda.
E' la scuola media il posto giusto dove difendere sogni e immagini.
E' la scuola tutta il posto dove fare in modo che ciascuno
si realizzi in pieno, libero da imposzioni ed identificazioni antiche.


E' questa la cosa ineffabile per la quale ho, a tentoni, confusamente, ostinatamente ...
lavorato tutto l'anno.
E' questo che ho ed abbiamo provato a fare.
Liberare il potenziale umano.
Liberare il potenziale del dentro degli esseri umani e farlo diventare identità.
Senza la paura di andare per questo incontro al nulla.

E' per questo credo che voi ragazzi mi riconoscete qualcosa di unico.
Perché cerco di ascoltare e tirare fuori l'identità di ciascuno
al di là di ciò che la razionalità lascia vedere.

Un'identità basata sui pensieri non razionali.
Questo è il folle ineffabile che abbiamo provato a difendere.
Che diventa in questo momento non più ineffabile.

Mi scuso con chi non condivide la mia visione della scuola
ma non credo di essere mai stato intransigente o di avere imposto la mia visione.

guzman

giovedì 5 gennaio 2012

Come sto ?

questo è un pettine, per farsi belli ...
si usa così ...
ecco, fammi provare ...
un po' qui di lato ...
un ritocchino qua dietro ... come sto ?
bho, non lo so

mercoledì 4 gennaio 2012

Bambini

[Non ho foto oggi,
la pioggia di ieri offriva una luce
non adatta a fare fotografie.
Ho una storia però.]

Non voglio essere melodrammatico.
Ma ho avuto una infanzia difficile. Molto difficile.
Difficile nei fatti e psicologicamente.
Casomai lo racconterò una volta.

Una delle conseguenze di tale infanzia difficile
è che mi sento sempre molto vicino 
al modo di sentire e pensare di bambini e ragazzi.
E mi sento sempre che vale la pena di
fare di tutto per proteggerli,
per difenderli,
per farli crescere bene o meglio,
per fare emergere le loro idee.
Lo avverto fortissimamente adesso con Linda e Luca
ma lo avvertivo fortissimamente anche a scuola.

Ed è riguardo alla scuola che ho una storia,
o meglio, dei pensieri.

Sono pensieri che avevo scritto una volta 
in risposta ad un commento di Giovanni,
mio ex alunno.

Ecco qua:

Per fare la SkUoLa, dice Giovanni, ci vuole passione.
Forse, probabilmente, sicuramente.
Ma non solo.
C'è anche un fatto di pensieri.


Primo Pensiero.
Sprecato
Mi dicono spesso che sono sprecato e sovradimensionato.
Sprecato e sovradimensionato per insegnare nelle scuole medie.
In effetti ho una formazione ed un curriculum del tutto invidiabili che sicuramente, dal punto di vista tecnico, mi rendono sovradimensionato per insegnare a scuola, ma c'è un ma.
Ciò che ho studiato non l'ho studiato con lo scopo di insegnarlo, l'ho studiato perché mi andava.
Non ho studiato pensando che raccogliendo più titoli avrei insegnato a livelli più alti e magari guadagnato più soldi.
Ho sempre fatto ciò che mi interessava, ciò che mi attraeva (la laurea in matematica, il dottorato in matematica, la laurea in informatica, la specializzazione in informatica, la specializzazione in insegnamento secondario).
Mi dicono spesso: "tutti questi studi ed adesso insegni solo alle medie?".
Ed io non capisco. Che vuol dire "solo alle medie" ? che vuol dire "solo" ?
Rispondo che insegnare alle medie è più difficile e più importante di insegnare all'università.
Lo dico con cognizione di causa dal momento che vari anni ho insegnato all'univeristà.
Più difficile.
All'università è sufficiente conoscere il proprio settore e magari avere qualche capacità comunicativa:
si entra in aula, si racconta come meglio si crede l'argomento, ... alla fine si fa fare un esame e si dà un voto.
E' pieno il mondo di persone che si specializzano in un qualche settore e magari sanno anche trasmettere le proprie conoscenze tecniche.
Alle medie questo non basta lontanamente.
Più importante.
Ripeto, non capisco. Che vuol dire "solo alle medie" ? che vuol dire "solo" ?
Sono forse i ragazzi di 11-14 anni meno importanti di quelli di 20-25 ? Non credo.
Ad un ventenne che ha scelto di studiare chimica può andar bene un qualunque professore che gli racconta la chimica.
Ad un tredicenne che non ha scelto di fare 6 ore di matematica a settimana non va bene un qualunque professore che gli racconta (o, peggio ancora, gli impone) la matematica.

Ho dovuto scegliere tra andare all'estero per anni, sconvolgendo la mia vita e le mie relazioni, o rimanere qua in Italia a provare a far conoscere anche il lato ludico della matematica ai ragazzi. Ho scelto la seconda opzione che trovo più umana e più umanamente interessante.
Non sono sprecato, sono adatto.


Secondo Pensiero.
La matematica
Sono convinto che la matematica (come altre materie) è fatta da vari strati.
1 - Un involucro esterno (il contenitore): le regole, la manipolazione dei simboli, la memorizzazione.
2 - Un significato (il contenuto): i ragionamenti che giustificano le regole e l'uso di tali regole.
3 - Un senso (il contenuto umano). Il senso della matematica risiede per me nel suo raccontare alcuni aspetti degli uomini:
la fantasia, l'ostinazione, il fare insieme, l'intuizione, l'incredibile capacità umana di esplorare e creare mondi.

Per anni l'insegnamento della matematica si è concentrata sul punto 1, sull'involucro.
Ci si è poi resi conto che bisognava affiancare il punto 2, il contenuto, per dare un'idea più chiara agli studenti.
Io sono convinto che sia di fondamentale importanza dare peso anche al punto 3, gli aspetti umani della matematica.

Solo, e giustamente, quando la matematica diventa umana può attivare l'interesse.



Terzo Pensiero, il più importante.
Il Mostro
La classe è un mostro. La classe si muove, respira, si agita, chiede, esige, si arrabbia, si calma, si gira, si rigira, si contorce, accetta, si rifiuta, si divincola, ... e poi ancora: la classe pensa, intuisce, approva, disapprova, lavora, ride, ascolta, scopre, dice di si, dice di no.
La classe è un mostro strano, con molte teste, con molte bocche, con molte braccia.
La classe è un mostro strano; se lo liberate può fare cose strane.

Io penso: la classe è un mostro strano ma bello ed intelligente; non ho paura a dargli spazio.

Quindi, Giovanni, passione si ma, io credo, anche pensieri.


[Ho ridotto al minimo quello che volevo dire per non essere ancora più lungo.]

_________________________

Un video come quello delle mani
nasce anche da questi pensieri.
E' questo e quanto volevo aggiungere riguardo al video
(il quale nel frattempo ha superato le 1000 visualizzazioni).



Tornerò a parlare del "mostro".
Ne avevamo parlato anche in classe con la Prima F.
La classe come mostro.
Il bambino come mostro.
C'è chi lo teme questo mostro ...


guzman.

Sto selezionando le foto più artistiche,
eccone altre:

foto del 20 novembre


martedì 3 gennaio 2012

A tentativi

A tentativi
le nostre modalità di interazione
con i bambini
sta migliorando.
Oppure sono loro
che benevolamente
si stanno adeguando
alle nostre stramberie.
In certi momenti tutto sembra precipitare,
nulla sembra più funzionare.
Ma poi si scopre
che loro, i bambini,
anche nei momenti difficili,
hanno tenuto la testa lucida
ed hanno imparato tanto.
Per cui poi,
da un momento all'altro
li trovi capaci di affrontare situazioni
che prima li mandavano in crisi.

_______________________

E' stato un periodo psicologicamente
e materialmente molto impegnativo.
Ho scritto un po' meno.
Tornerò con scritti lunghi nei prossimi giorni.

_______________________

Il fatto che sono cresciuti e cambiati
permette, penso, di fare foto nuove
con posizioni ed atteggiamenti diversi.
Proveremo a farle nei prossimi giorni.
Nel frattempo sto facendo una selezione
delle foto che mi sembrano più artistiche ...




lunedì 2 gennaio 2012

Impegno

Forse a giro non si parla abbastanza di quanto
sia impegnativo allevare un bimbo
specialmente nelle fasi iniziali.

Nel nostro caso le condizioni
sono davvero estreme.
Un po' nei fatti ed un po' per come siamo
fatti io e maria carla.

Sono 2.
Sono nati prematuri.
Non vogliamo usare il ciuccio.
Vogliamo provare l'allattamento a richiesta (dei bimbi).
Facciamo da soli ciò che concerne l'allevamento dei bimbi.
Vogliamo usare il passeggino il meno possibile
e, per ora, non lo abbiamo mai usato.
Pensiamo che rispondere alle loro esigenze
sia sano per loro e non sia, come dicono molti, "viziarli".

Tutte queste condizioni
ed altre ancora
rendono la situazione molto impegnativa.
A dir poco.

Vedremo piano piano come procedere ...



domenica 1 gennaio 2012

Pelle Nuda



Aggiornamento:
Il raffreddore è passato.
Siamo tornati a uscire.
Linda è rimasta a lungo distesa tranquilla sotto al sole dopo il bagno.
Luca è cresciuto nei comportamenti.
Maria Carla è stanca e felice.
Io sono stanco e felice.

Appunti 5.
Come sempre.
Ecco alcuni argomenti che mi ero segnato per fare dei post
ma siccome stanno diventando troppi,
li espongo tutti in una volta senza troppi dettagli ...

Carta d'Identità.
I bimbi costringono a una identità radicalmente nuova.
Il caso vuole che in questo momento non ho più carta d'identità
e non ho più nessun documento. Me li hanno rubati.
Li rifarò piano piano ... nei prossimi mesi insieme ai bimbi che crescono.


Odore di bimbo.
Stavo entrando in vasca ieri per fare il bagno
e con mia grande sorpresa ho scoperta di avere addosso
un odore diverso.
Odore di bimbo.

"Di più non credo ..."
Maria Carla quando allatta di notte
cade in un sonno profondo e pesante.
E' possibile parlarle e lei risponde ragionando nei sogni
senza svegliarsi.
Ecco un dialogo che ho avuto con lei.
Ho esordito con un argomento casuale
per vedere che succedeva.

G: Allora i botoloni ?
MC: Eh ....
G: Quanti sono ?
MC: tre o quattro ...
G: e cinque ?
MC: no, cinque no, bisogna porsi dei limiti ...
G: e il moccio verde ?
MC: si
G: anche Luca ha il moccio verde ?
MC: no
G: Luca di un altro colore ?
MC: si, celeste ...
G: celeste ?
MC: si, quello celeste è più denso
G: più denso rispetto a cosa?
MC: più denso rispetto ai giorni scorsi.
....
[la sera dopo]
G: senti, ma col ventinove come si fa ?
MC: eh ...
G: col ventinove ...
MC: di meno, ventotto o ventisette ...
G: e di più ?
MC: di più no, di più non credo
...
queste discussioni nonsense vanno avanti per minuti ...
Io stesso sono molto assonnato quando avvengono per cui
non le ricordo per intero.

Tutto cambia in fretta.
Con i bimbi tutto cambia in fretta.
Ogni pochi giorni ci troviamo a modificare
l'assetto di qualche parte della casa
o qualche procedura: il letto, il tavolo, il fasciatoio, le poppate, le dosi ...
Oltre alla fatica fisica di dormire poco e quando capita
si aggiunge quindi la fatica mentale
di non avere ancora un assetto regolare e stabile.
In ogni caso va già meglio
ed i tempi tra le poppate sono in generale aumentati.
La cosa più difficile resta trovare un posto dove
accettino di dormire tranquilli che non sia abbracciati a noi.

Cambiarsi.
Ho parlato in post passati di vari verbi importanti per i bimbi: dormire, poppare, afferrare, ...
Tra i verbi importanti c'è anche "cambiarsi" ... o meglio, "farsi cambiare".
Il momento di cambiarsi è di solito un bel momento.
Lo facciamo durare tanto e lo riempiamo di giochi, di parole e di interazione.
A meno che non siano estrememante affamati
accettano molto volentieri di stare dieci o venti minuti a giocare sul fasciatoio.

Giochi.
Questi sono i giochi che facciamo al momento:
- rilassarsi e lasciarsi muovere le gambe o le braccia in vari modi regolari,
- afferrare un giochino con la mano,
- ascoltare il suonino di un giochino, girare la testa fino ad individiuare il giochino
- ascoltare le varie parole connesse con il vestirsi: vestitino, tutina, "piega", "spingi", ....
- a pancia in giù con un asciugamano sotto al torace alzare la testa per vedere avanti
- lasciarsi portare a giro per la casa facendo l'aeroplano o superman ...

Il leone.
Al corso preparto mi dicevano che il babbo
nei primi mesi gioca il ruolo del leone che protegge
la leonessa con i leoncini.
Adesso che i bimbi sono nati sento che qualcosa di vero c'è.
Involontariamente, ormonalmente, umoralmente ...
sono diventato protettivo e pronto a ruggire ferocemente
per scacciare i pericoli.
Ecco ... il leone andrebbe aggiunto al post
in cui dicevo che il neonati ammantano la vita di un alone animale.

Io.
Questo non è un commento sui bimbi ma su di me.
O meglio, su di voi che leggete questo blog nel rapporto con me.
Viene fuori, me lo dicono in vari ed in vario modo,
che questo blog vi ha fatto scoprire molto di più chi sono, come sono ...
In partiolare che mi piace scrivere, pensare, esporre pensieri.
Alcuni hanno fatto fatica a rapportarsi con
questo mio lato più umanistico, più umano, ...
Altri, la maggior parte, lo preferiscono. Grazie.


ciao,
guzman.