domenica 8 gennaio 2012

Appunti 7

Sto cercando di mettermi in pari
con il flusso dei miei pensieri.
Ci sono quasi.
Ecco dunque un altro post fitto di appunti
e piano piano forse riuscirò a smaltire
la lista di piccole note che ho fatto
per ricordare gli argomenti che voglio trattare.
Quando sarò in pari, ma anche prima, tornerò a scritti più liberi.

Ma prima degli appunti ...





Nessuno ha risposto alla mia domanda: cosa vedete nel riflesso degli occhi di Luca ?
non si vede molto bene, ma si intuisce credo ...


cosa vedete nel riflesso ?






Tenuta.
Sento aumentato il senso di responsabilità.
Sento aumentato il bisogno di una tenuta psicologica di lunga durata
che faccia da sostegno stabile per i bimbi.
Sento forte la loro ovvia e totale dipendenza da noi.
Sento forte la delicatezza di tutti processi che stanno avvenendo.
Sento forte la necessità di una dedizione completa ... a oltranza.

Distanza.
Come diceva l'ostetrica Cinzia (che ammiro e saluto):
se prendete un bimbo e lo mettete a 20cm dalla mamma
senza aituarlo, quel bimbo non può mangiare.
I cuccioli d'uomo nascono con la parte neurologica
dell'apparato locomotore che è ancora in uno stato
molto rudimentale.
Questo rende la dipendenza dai genitori estrema
ed il legame fortissimo.

I genitori.
Guardo i genitori per strada con i bambini nel passeggino.
Ripenso alle facce dei genitori che ho visto per strada in passato.
Capisco meglio adesso i loro sguardi.
La loro stanchezza.
I loro crolli.
Le loro assenze.
Sono passati attraverso una prova non facile,
crescere un cucciolo.
Però penso anche che la fatica, l'impegno, lo stress passati
dovrebbero sparire dalle loro facce.
Penso che se i segni restano allora non è stato
l'impegno a produrre quei segni
ma il fallimento nel rapporto
con la realtà umana estremamente esigente dei neonati.

La casa.
La nostra casa è una macchina.
Tutta la casa, tutti gli angoli della casa
sono dedicati ai bimbi.
La casa è diventata un macchinario
in cui entrano pannolini e cibo da un lato
ed escono buste e merda dall'altro.
La camera, il letto, il fasciatoio, i tavoli in cucina,
i fornelli, i ripiani, le mensole ...
tutto fa parte del macchinario
che deve funzionare il meglio possibile.
Deve essere lubrificato, aggiustato, regolato,
modificato, calibrato di giorno in giorno, di ora in ora.
Per trasformare ciò che entra in ... buste piene di cacca ...

E, si spera, per trasformare le capacità ancora in potenza dei bimbi,
in capacità reali.

Bimbo perfetto.
E' passata la fase in cui avevo ancora in mente il bimbo perfetto.
E' subentrata una fase di rapporto più vero
con quello che questi bimbi sono.
Questo fatto allenta la tensione, fa passare la bramosia,
fa accettare con tranquillità le crisi e le difficoltà
come ovvia parte di un processo di crescita
lungo, lento, difficile ...
e bellissimo se si sta pienamente al rapporto.

Paure materiali.
Insieme alla diminuzione della mia bramosia,
diminuiscono anche le paure riguardo ai problemi materiali:
rischi, pericoli, malattie ...
ed il rapporto diventa più pulito e tranquillo
senza quell'ansia continua che non lascia il tempo di godersi nulla.

Calma, non-calma, ... calma.
Con i bimbi piccoli la casa subisce brusche variazioni nei suoi ritmi.
Passano due o tre ore in cui tutto tace e nulla si muove.
Poi piano piano arrivano dei piccoli segnali. Sospiri, lamenti.
Finché all'improvviso il tutto esplode in attività frenetica:
due bimbi piangono, bisogna cambiarli, uuueeeeeee, è tiepido il latte ?,
il bodino si è bagnato di pipi, uuuuuuuueeeeeeee, ce n'è un altro ?, serve anche la tutina ?,
fai presto che piange, parlagli, parlagli, uuuueeeee, uuuuuuue, uuuueeeee,
vestilo in fretta, ecco che arriva il latte,
ok ci siamo, bevono dal biberon ... lunghe passeggiate in casa per addormentarli ...
Quiete.
Si riparte.

_______
- Pero devo dire che questi ritmi stanno cambiando.
Sempre più spesso i bimbi sono tranquilli anche nelle fasi difficili
perché hanno capito che cosa sta succedendo ed è aumentata la loro fiducia.


Conflitto.
Talvolta, in questo rapporto con i bimbi,
avverto forte un mio conflitto psicologico interno
tra quello che vorrei (immaginavo) che fosse e quello che è.
Vorrei (immaginavo) giornate tranquille di calma, benessere, crescita psicologica,
attenzione agli aspetti umani ed affettivi.
Sono invece giornate impegnative, con momenti di malessere dei bimbi,
in cui la crescita psicologica e difficilmente valutabile
ed in cui prevale la necessità di attenzione per gli aspetti materiali.
Questa continua attenzione agli aspetti materiali è faticosa.
Riesco solo adesso a conviverci meglio ... forse perché si sta riducendo.

Maschio e Femmina.
C'è, lo dicono tutti, una naturale tendenza
che porta a far si che io, uomo, mi occupi più facilmente di Linda, femmina,
e Maria Carla, donna, si occupi più facilmente di Luca, maschio.
Col tempo si è creato un legame forte tra me e Linda
e tra Maria Carla e Luca.
Ovviamente continuiamo entrambe ad avere rapporto con tutti e due
ma in questo periodo concentrarsi, ciascuno, su uno solo dei due
sembra naturale e sano per loro e per noi.

Paura.
Quando guardo questa foto:
penso che avrei paura a ricominciare.
Ero ignaro e sprovveduto quando i bimbi erano piccoli piccoli.
Adesso che so quanto tutto è delicato e difficile avrei paura a ricominciare.
Sono contento che sia andata così.

In questo preciso istante.
E' passata la notte.
Hanno poppato dalle poppe dalle 1:00 alle 3:00 circa
e dalle 5:30 alle 7:30.
Hanno preso invece il biberon e li abbiamo riaddormentati
dalle 3:00 alle 4:00 circa
e dalle 7:30 alle 8:30.
Hanno dormito dalle 4:00 alle 5:30:
Linda accanto a me o con me,
Luca sempre con la mamma.
Adesso sono le 9:00.
Ho Luca in fascia che dorme con me,
perché nella culla non ci riesce ancora
se non qualche volta.
Linda è nella culla, continua ad aprire gli occhi,
a cercare di aggiustarsi ...
e ad emettere qualche piccolo lamento,
ma di solito alla fine crolla in un sonno profondo.
Io scrivo con Luca nella fascia,
guardo Linda,
come sottofondo c'è un suono di treno che va di continuo ...
e spero in bene :).

Le foto.
Curiosamente e paradossalmente
tutte le foto che facciamo ai bimbi servono anche a noi per vederli.
Perché è vero si che li abbiamo sotto gli occhi
24 ore su 24,
ma non li vediamo propriamente per l'immagine che hanno,
li vediamo e li ascoltiamo per interpretare i bisogni,
per cogliere i segni delle loro comunicazioni,
per rapportarsi con loro il meglio possibile.
Poi quando abbiamo un minuto,
Maria Carla ed io guardiamo il blog
e vediamo come sono fatti questi due bimbi.

Carattere.
Non mi è mai piaciuto il concetto di carattere.
Carattere innato.
Per cui ci sarebbe chi nasce agitato,
chi nasce generoso, chi nasce egoista, ecc.
Ho sempre pensato che nasciamo uguali come identità umana.
Che il carattere viene fuori dai rapporti interumani.
Ora però vedo Linda molto calma e paciosa fin dalla nascita.
E Luca molto bisognoso ed ansioso fin dalla nascita.
Ed ho paura di essermi sempre confuso.
Ho paura di dover ammettere che il carattere innato
di ogni individuo è un fatto.

Poi però penso ancora.
E mi rendo conto che molti dei comportamenti
dei neonati non sono attribuibili a una loro realta umana
che sarebbe in un certo modo piuttosto che in un altro ...
ma semplicemente a bisogni materiali.
Fin dalla nascita
i bimbi si trovano ad affrontare questioni materiali non banali:
devono sopravvivere funzionando da soli. Non è poco.
Ed i loro corpi possono avere reazioni diverse.
Molto di quello che talvolta interpretiamo come carattere nei neonati,
è semplicemente bisogno materiale.
Bisogna stare attenti a non proiettare
meccanismi psicologici da adulto
in un neonato.
Quello che nell'adulto è malattia psichica,
nel neonato è normalita fisica: come strillare quando si ha fame.

Rapporto.
Il rapporto tra noi ed i bimbi
è diventato molto intenso in questo periodo.
Ci vogliono, ci cercano, ci riconoscono non solo fisicamente
ma anche come presenza ed aiuto.
Avverto che è un momento di crescita e maturazione importante.
Sia io che Maria Carla siamo anche un po' gelosi di questo rapporto
rispetto al mondo circostante.

Cercare.
Questo blog ci serve a pensare e cercare.
Perché con i piccoli molti aspetti sono latenti, nascosti, poco visibili.
Scrivendo, pensando, prendendo appunti
e con molta pazienza
piano piano emergono degli schemi
delle immagini più nitide di ciò che sta succedendo.
Questo blog serve anche a non perdere una goccia di ciò che succede.

Fiume.
Sento che i miei pensieri sono diventati un fiume in piena.
Faccio fatica non solo a trascriverli ma anche ad annotarli per poi poterne scriverne.
Qualcosa mi ha dato la stura e per il momento fluiscono in quantità.
Sono anche diventato più teorico, più astratto forse ...
ma so che torneranno post e scritti più irrazionali.
E' emersa anche una forma di meta-pensiero
che fa si che io riesca a pensare anche ai processi
che avvengono nei pensieri stessi, ossia
pensare alle dinamiche dei pensieri.
[Da questo punto di vista,
per i matematici che si trovassero a leggere,
questo piccolo scritto va considerato
come un meta-meta-pensiero
perchè è un pensiero su come io sia passato a pensare
ai processi dei pensieri ...
ossia un pensiero sui pensieri dei processi di pensieri ....
vabbè lasciamo stare ... (pensiero)^3 ]

______

Avrei altre note da sviluppare ... ma devo anche dormire un pochino ... ciao.



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